Nibali corre verso il Mondiale: "Il nostro mondo sembra un circo"


il 14 Agosto 2018 - 15:35 1.015

ciclismo

Nibali corre verso il Mondiale:
"Il nostro mondo sembra un circo"

Lo Squalo si prepara per la Vuelta, ma non risparmia attacchi dopo la caduta al Tour.


 

PALERMO - Vincenzo Nibali corre verso il Mondiale di ciclismo, ma al tempo stesso non le manda a dire nei confronti di chi si occupa del mondo delle due ruote a pedali. Il ciclista messinese, reduce dalla caduta che lo ha fatto ritirare dal Tour de France mettendo anche a rischio la corsa iridata, ha affidato i propri pensieri a un'intervista per la Gazzetta dello Sport: "In alcune circostanze ormai il ciclismo è diventato un circo. Saranno anche tifosi, ma così non va bene. Il tasso alcolico è troppo elevato, la gente pur di apparire in tv fa di tutto. Con la gente in mezzo alla strada, spesso con bandiere, noi pedaliamo alla cieca, senza vedere dove andiamo e pregando il cielo che la strada si apra davanti a noi. Per questa situazione io e la squadra, perché il 70% della visibilità un team l’ha al Tour, abbiamo pagato pesantemente. Oltre a quello alla salute, economicamente quanto vale il danno subito? Poi, lui non si lamenta mai, ma vi pare giusto che Froome venga preso a schiaffoni mentre fa il suo lavoro? Ne ha preso uno anche un attimo prima della mia caduta. Troppo spesso corriamo in situazioni folli".

Si parla dunque anche della sua caduta, avvenuta in circostanze che ancora oggi, dopo qualche settimana, risulta difficile da spiegare per la dinamica con cui si è concretizzata. Nibali ci ripensa e quasi ride in maniera amara, considerando quanto fosse grande la sua voglia di fare bene in un Tour de France che lo avrebbe visto sicuramente tra i protagonisti: "Se ci pensi è una follia. Ero immobile a terra con un dolore tremendo. Sarebbe bastato un nulla in più e magari ora sarei immobile. Al traguardo non riuscivo neppur a scendere dalla bici. I miei hanno capito subito che la situazione era brutta. Ma il momento peggiore è stato quando mi hanno detto che sarei dovuto restare fermo tre mesi per guarire. Mi è caduta la mascella, ma è partita subito anche l’operazione “guarigione immediata”. Mi dà fastidio perché al Tour non mi ero ancora espresso. Fino a quel momento ero andato a passeggio, non avevo preso rischi. E mancavano ancora le montagne".

Vincenzo Nibali sarà dunque tra i protagonisti della Vuelta España, la cui partenza è in programma tra pochi giorni. Una corsa che servirà allo Squalo dello Stretto per mettere chilometri nelle gambe in vista del Mondiale, ma il messinese ammette che è difficile per lui partecipare a una corsa a tappe - da lui già vinta - senza avere pensieri di classifica: "So solo che comincia da Malaga con una crono di 8 km. Non so nemmeno in che condizioni ci arriverò. La cosa più logica, vista la condizione e pensando al Mondiale, sarebbe interpretarla senza pensare alla classifica, come ventuno classiche. La Vuelta è la strada migliore per Innsbruck. Sai che lì trovi la condizione giusta, che anche non volendo fai il ritmo che ti serve. Altrimenti, anche se ti concentri molto, è molto difficile prepararsi al top. Non riesci mai a fare gli stessi sforzi. E ti vengono mille dubbi".


il 14 Agosto 2018 - 15:35 1.015