Sidoti, un siracusano in Scozia: "Un onore rappresentare l'Italia"


il 21 Agosto 2018 - 18:36 1.026

l'intervista

Sidoti, un siracusano in Scozia:
"Un onore rappresentare l'Italia"

Dalla Sicilia a Edimburgo, la carriera nel triathlon iniziata per gioco ma che lo ha portato in Nazionale.

PALERMO - Si chiama Pierpaolo Sidoti, compirà 31 anni il prossimo 8 novembre e ha trovato nel triathlon una sua grande passione. Tanto grande che ha preso parte agli ultimi Europei di atletica proprio in questa disciplina nella categoria Age Group. Live Sicilia Sport ha sentito l'atleta siracusano che ormai da tre anni vive in Scozia, il quale ha raccontato le sue sensazioni a livello emozionale durante le varie fasi della corsa: "C'era grande emozione, non era la mia prima gara per l'Italia perchè ho fatto i Mondiali in Danimarca, però ero molto emozionato. E poi era una situazione molto familiare, perchè vivo a Edimburgo, a pochi chilometri da Glasgow, e avevo tanti compagni di squadra che facevano i volontari alla gara. Il fatto di vedere facce amiche mi ha agevolato. Rappresentare l'Italia per me è il massimo, vivendo qui ed essendo tesserato per la federazione britannica potrei rappresentare anche il Regno Unito. Ovviamente ho scelto l'Italia, sono italiano. Ho provato belle emozioni anche perchè a Glasgow è venuta la mia famiglia, e poi un italiano lo riconoscono subito e ti incoraggiano in italiano".

Poi c'è la gara, durante la quale bisogna mettere tutte le emozioni e i sentimenti alle spalle. Pierpaolo ci racconta di aver avuto qualche piccolo inconveniente nelle prime fasi, ovvero la partenza della gara di nuoto, che di fatto lo ha escluso dalla lotta per le posizioni che contavano. Ma alla fine emerge la soddisfazione per aver fatto bene sul piano dei tempi nelle tre fasi di gara: "Durante la gara ho avuto buone sensazioni fin dalla partenza. A parte durante la gara di nuoto, in partenza mi hanno tolto gli occhialini, ho anche bevuto acqua, quindi è come se fossi dovuto ripartire ed ero ultimo dopo la prima boa. Ho dovuto risalire, eravamo un centinaio nella mia batteria e sono riuscito ad uscire dall'acqua nei primi 15. Ho sfruttato il nuoto che era il mio punto forte. Il percorso era ricco di saliscendi e strade strette, era complicato superare ed era difficile da percorrere, con la bici da crono era vietato stare sulle pendici nei tratti ripidi. Poi con la corsa ho recuperato ancora, quindi nel complesso sono soddisfatto".

Pierpaolo Sidoti e il triathlon, un rapporto che è iniziato non troppo indietro nel tempo. Anche perchè è stato lui stesso a confessarci che tra le tre discipline che compongono questo sport, ce n'è stata una che gli ha creato problemi fin dall'inizio. Anche se questi problemi stanno pian piano sparendo, grazie al lavoro e al sacrificio: "Col triathlon ho iniziato quando ancora vivevo a Milano, insieme ad alcuni amici che mi hanno consigliato di provare. Sono un tipo sportivo ma era da un po' che non mi allenavo, nei primi tre mesi ho perso tantissimi chili e non sapevo andare in bicicletta. All'inizio ero un po' nel panico, ti senti un po' prigioniero e non ho ancora un equilibrio perfetto, ma sto andando bene". E poi c'è stato il trasferimento in Scozia, che lo ha ulteriormente forgiato: "Ho fatto le prime gare in Italia, poi mi sono spostato a Edimburgo dove ho continuato e ho trovato percorsi diversi. Nel Milanese per trovare strade più ripide dovevi fare due ore in macchina, invece qui in Scozia non c'è quasi un metro di strada dritta, l'asfalto è brutto ma è un bel posto per allenarsi, anche se c'è sempre freddo e vento".

L'avventura di Pierpaolo nel mondo del triathlon non finisce qui, anzi è appena cominciata. Anche perchè vivere in Scozia consente di allenarsi e di gareggiare a livelli molto alti anche tra i cosiddetti amatori, con i quali poter tirare fuori quei margini di miglioramento che servono per continuare a crescere nei tempi, nelle singole discipline e quindi nei risultati: "Ci sono tante squadre a Edimburgo, mi alleno con una di queste soprattutto per la parte del nuoto. In questo momento mi segue un allenatore che è anche il team manager della squadra britannica, con lui mi alleno e faccio tanti sacrifici perchè divido il triathlon con il lavoro. Mi sveglio alle 5 per nuotare, poi uso la bici per andare al lavoro... Sicuramente proseguirò e voglio crescere, c'è ancora tanto da migliorare soprattutto con la bici, che non è la mia disciplina naturale. I margini di miglioramento ci sono, è durissima perchè il livello è altissimo tra gli 'amatori'". Il tutto con un grande obiettivo nel cuore: "Poi per carità, di sogni ce ne sono tanti: vorrei qualificarmi ai Mondiali tra un paio di anni".


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