La carica di Moreo: “Serie A, ci crediamo”


23 Marzo 2019 - 13:16 485

Calcio - serie b

La carica di Moreo:
“Serie A, ci crediamo”

“Una volta promossi, voglio preparare il ritiro e sentirmi un calciatore di quella A che inseguo da bambino”

PALERMO - “Sono un generoso nella vita e coi compagni e metto la squadra prima di me”. Così Stefano Moreo si descrive nella lunga intervista rilasciata a “Il Corriere dello Sport”: “Sono un centravanti atipico. Nesto e Puski vanno a mille, sarebbe da autolesionista toglierli - ha proseguito l’attaccante del Palermo -. Io rassegnato? Non è nel mio carattere e non mollo. Mai stato un bomber, nasco come esterno del 4-4-2, però ho girato in tutti i ruoli e mi trovo bene come seconda punta, che si veste, anche da prima e che gira dappertutto. Chissà che non mi capiti nuovamente di tornare alle origini. Dovunque mi mettano, esco sfinito e soddisfatto”.

Corsa, impegno e dedizione le sue caratteristiche migliori: “A volte è un limite perché correndo avanti e indietro, quando arrivo vicino alla porta sono stanco. Però mi diverte trovarmi in tutte le zone. Mi accostano a Mandzukic, ma non ho le stesse caratteristiche se non per il fatto di tornare nelle retrovie: lui sta molto più in area di rigore e gioca a livelli mondiali”.

Il classe 1993 ha poi proseguito parlando dei suoi inizi: “Fin da piccolo avevo un pallone fra i piedi, regalo del nonno, non era però una fissazione. Seguivo mio fratello e lo consideravo un idolo. Aveva i mezzi per sfondare. A 12 anni, chiamato da Inter e Milan, venne bloccato dalla società di appartenenza. E cambiò strada. Anche oggi, se capita, facciamo 4 passaggi. Il sogno da bambino? Champions e Mondiali”.

A volerlo in rosanero, a gennaio della scorsa stagione, fu l’ex tecnico del Palermo Bruno Tedino: “Gliene sono grato, è successo tutto in un attimo. Quando il mio procuratore mi informò del Palermo, ero già in aereo. Come perdere un’occasione del genere? Da due promozioni in B con Entella e Venezia, non avevo tratto vantaggi. Questa potrebbe essere la volta buona. Le racconto un’altra cosa su Tedino: alla fine del ritiro di Sappada non ha voluto che andassi via malgrado le richieste. Debbo solo ringraziarlo perché mi ha portato in una piazza di grandi tradizioni in lotta per la A”.

Infine Moreo si è soffermato sull’obiettivo da raggiungere in questa stagione, la promozione nella massima serie: “Me lo auguro. Noi ci crediamo, il nostro organico è il più forte anche se alcune volte manca un po’ di concentrazione. Pericoli? Solo noi possiamo crearli, come l’anno scorso. Ma, oggi la squadra è compatta, abbiamo stretto un patto fra di noi, nessuno deve sbagliare. Abbiamo ripreso la marcia e penso che possano bastare 5 vittorie e 4 pari. Una volta promossi, voglio preparare il ritiro e sentirmi un calciatore di quella A che inseguo da bambino”.


23 Marzo 2019 - 13:16 485