Palermo, parla Pomini: "L’istanza di fallimento..."


09 Luglio 2019 - 13:37 1.779

PALERMO CALCIO

Palermo, parla Pomini:
"L’istanza di fallimento..."

L'estremo difensore attacca Arkus Network e ringrazia sia Foschi che Mirri per aver tenuto in piedi la baracca rosanero

PALERMO - Il futuro del Palermo sarà in Serie D ma i calciatori, che nell'ultima stagione hanno indossato la maglia rosanero, sono in attesa degli stipendi e per questo hanno già presentato l'istanza di fallimento. Alberto Pomini, uno dei leader dello spogliatoio, intervistato da "La Gazzetta dello Sport", ha parlato degli ultimi mesi rosanero:

«Che il Palermo non venisse iscritto alla B non se l’aspettava nessuno, anche se questa proprietà, quando è arrivata,non aveva dato tutta questa sicurezza– spiega il portiere -. Dopo un’annata in cui si erano avvicendate tre situazioni societarie e nella quale eravamo riusciti coi risultati a ricompattare tutto, ci eravamo illusi che le garanzie sarebbero arrivate».

Lei era l’unico a scadenza che stava trattando il rinnovo, quindi ci credeva? «Restare a Palermo, grandissima, in serie B, non avendo grandi progetti di carriera a 38 anni, sarebbe stata la scelta ottimale, nonostante le perplessità su questa nuova proprietà. Mi ero decurtato l ’ingaggio quasi del 40% pur di restare».

Chi l’ha delusa di più tra Tuttolomondo e Lucchesi? «Entrambi, alla fine sono state spese solo parole. È un discorso, che ci portiamo dietro da dicembre, quando Zamparini aveva ceduto agli inglesi. L’unico che ha provato a tenere su la baracca è stato Foschi. Ci siamo ritrovati con gente che parlava e spariva. Abbiamo rischiato con le scadenze degli stipendi di febbraio e marzo. Una tranche è stata pagata grazie a Mirri e lo ringraziamo, l’altra è riuscita a garantirla Foschi, altrimenti sarebbe finito prima. Non ci è mai stato detto nulla sulle trattative per la cessione della società».

Vi siete già mossi per la messa in mora e l’istanza di fallimento. Quando è stata l’ultima volta che ha sentito un dirigente per gli stipendi? «Il 24, il 25, e il 26 giugno ho parlato con il d.g. Lucchesi,ma mi diceva sempre che c’erano stati problemi tecnici. Dal giorno 21 ho preteso un rendiconto contabile sui nostri emolumenti,che non sono mai arrivati. Però, ci veniva detto di stare tranquilli. È stata l’apoteosi di questo teatrino. Le prime istanze contro la società partiranno questa settimana, ci manca quasi il 60% del compenso annuo che si accumula a giugno e per molti di noi vuol dire tanto, il fondo di garanzia ci protegge per una piccola parte. È giusto che paghino fino all’ultimo».

Arkus continua a fare comunicati per difendersi. «Si commentano da soli. Non hanno pagato fideiussione e stupendi. Cosa difendono?».

Se arrivasse una sua chiamata in caso di nuova proprietà del Palermo in D? «Preferirei trovare una sistemazione subito, per una questione professionale e di serenità. Ma alla mia età, non è più una questione di categoria».

Cosa porta con sé dopo due campionati difficili? «Il rammarico più grande è la finale play off persa con il Frosinone. Se avessimo vinto,oggi non saremmo arrivati così».


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